Ristrutturazione Bar

Cosa serve per aprire un bar? Qual’ è l’ iter da seguire?

Cosa serve per aprire un bar?
Quali sono i corsi da seguire?
Quali sono le variabili da considerare?

Aprire un bar può rappresentare sicuramente una occasione di lavoro importante per quanti possono avere il desiderio di avviare una attività propria.

Cerchiamo di fare ordine e scrivere una breve guida utile per aprire un bar! Cosa serve per aprire un bar

1.Cosa serve per aprire un bar?

Quando ci si approccia per la prima volta all’ apertura di una attività commerciale, la prima domanda che ci si pone è sicuramente questa:
Che tipo di documenti , autorizzazioni, permessi…servono?

Nel caso dell’ apertura di un bar si deve sempre partire con un progetto redatto da un tecnico abilitato ed esperto nel settore!

PROGETTO ARCHITETTONICO
Il locale scelto per l’ apertura del bar dovrà essere conforme e a norma dei requisiti urbanistici richiesti nel Comune in cui si andrà ad operare. Per questo sarà fondamentale far progettare e presentare da un tecnico esperto (Architetto) presso lo sportello SUAP del Comune il progetto architettonico del bar tramite i seguenti documenti:

DIA o SCIA
Tali documenti, redatti dall’ Architetto o dal tecnico di fiducia, serviranno a dichiarare il tipo di attività che si vuole aprire, le dimensioni del locale, la planimetria degli ambienti e tutto ciò utile a comunicare agli uffici comunali la perfetta rispondenza alle norme urbanistiche vigenti.
Va da se che la preparazione di un progetto dettagliato e a norma, redatto da un tecnico esperto del settore, dovrà rispettare le prescrizioni richieste in merito a:

numero di bagni (e rispetto delle norme di accessibilità per disabili)
rispondenza alle norme igienico/sanitarie
presenza o meno di locali cucina per la preparazione dei cibi
destinazione d’uso commerciale dei locali scelti

2.Quali corsi è necessario frequentare?

Sicuramente l’ esperienza diretta nel settore è la cosa che serve per aprire un bar. E’ il “miglior titolo” che si possa avere per lanciarsi in una attività in proprio. La vecchia e sana “gavetta” che ci permette, come in ogni settore, di vedere da vicino cosa significa gestire un bar, gli ordini, le forniture, il servizio, le preparazioni….

Se non si possiede esperienza diretta nel settore turistico/alberghiero (opportunamente certificata)
Se non si possiede un diploma di scuola alberghiera
Se non si possiede una laurea in materie scientifiche

Sarà necessario seguire, obbligatoriamente:

  • corso HACCP:
    Per il conseguimento di un attestato che dimostri il possesso delle conoscenze relative alla microbiologia, alla conservazione degli alimenti, all’igienizzazione delle strutture/attrezzature e in generale a tutti gli aspetti che riguardano il tema dell’ igiene alimentare, così come stabilito dalle leggi nazionali ed europee.
  • corso SAB:
    In sostituzione dei vecchi corsi REC, sono corsi per la Somministrazione di Alimenti e Bevande. Programmi, numero di ore da frequentare… possono variare a seconda delle Regioni e Province.
    Le strutture che le organizzano sono di solito Camera di Commercio, Confesercenti, Confcommercio e strutture simili.
  • corso Sicurezza sul Lavoro:
    Il D.Lgs. 81/08, cosiddetto Testo Unico della Sicurezza, è il dispositivo legislativo a cui fare riferimento per obblighi in materia di sicurezza per il datore di lavoro ovvero il titolare del bar.
    Un corso in materia darà indicazioni su elaborazione del documento di valutazione rischi, nomina del responsabile servizio di prevenzione e protezione dai rischi (obbligatori per il datore di lavoro, e fra i primi documenti richiesti dai controlli Asl), oltre a informare sui requisiti di sicurezza necessari per impianti, segnaletica di sicurezza, cassette medicazione, presenza di estintori, armadietti per i dipendenti ecc…
Photo by Dylan Gillis on Unsplash

3.Iter burocratico per aprire un bar?

L’ apertura di un bar comporta chiaramente l’ avvio di una attività di impresa; di conseguenza sarà necessario regolare la propria posizione imprenditoriale con l’ aiuto di un Commercialista il quale si occuperà di:

-Aprire la Partita IVA
-Scegliere la forma societaria più adatta
-Iscrivere la società presso il Registro delle Imprese competente.

Se tutto ciò è stato fatto si potrà intraprendere l’ ITER BUROCRATICO per l’apertura del bar:

  • redazione del progetto architettonico del bar a cura di un tecnico specializzato ed esperto nel settore (Architetto o altro tecnico). Il progetto architettonico, come detto in precendenza, dovrà essere rispondente a una serie di requisiti urbanistici, normativi, regolamentari. E’ perciò fondamentale che venga redatto con precisione e competenza.
  • presentazione presso gli uffici del Comune del modulo per la comunicazione di inizio attività comprensivo degli allegati richiesti (dati del titolare, dell’impresa, orari di apertura, agibilità, conformità ASL, ecc.). Tale documento è da presentare min. 30 gg prima dell’apertura del locale.
  • presentazione del modulo per la richiesta al comune dell’ autorizzazione all’ esposizione dell’ insegna
  • presentazione all’Agenzia delle Dogane dell’ autorizzazione alla vendita e somministrazione di alcolici
  • pagamento diritti SIAE per la diffusione di musica e immagini;
  • apertura delle posizioni INPS ed INAIL;
  • Eventuale richiesta di certificazione antincendio ai Vigili del Fuoco, se il locale ha dimensioni pari o superiori ai 450 mq, e comunque sia  secondo le indicazioni regolamentari locali.
  • Entro 90 giorni dall’apertura del locale ci si dovrà mettere in regola con le norme previste per la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro

In linea di massima l’ iter da seguire è pressappoco questo. Qualche variazione ci potrebbe essere fra Comune e Comune, Provincia e Provincia ecc..Sarà dunque buona norma, innanzitutto informarsi su cosa è realmente necessario fare e poi affidarsi ai professionisti giusti (Architetto, Commercialista…) che sappiano guidarci e assisterci nell’ intero processo.

Photo by Daniel Hansen on Unsplash

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