Ristrutturazione Bar

Bar e locali post Covid19. Alcune riflessioni.

Bar e locali, nell’ epoca post Covid19, stanno subendo una serie di cambiamenti destinati probabilmente a perdurare nel tempo.

Siamo sicuramente in un periodo che nessuno immaginava di dover affrontare.

Stiamo ormai sperimentando da tempo nuovi modi di vivere tutto ciò che fino a poco tempo fa ci sembrava una scontata quotidianità.

Un’ altra “piccola” rivoluzione sta riguardando il nostro modo di lavorare; di tutti!

Chi gestisce un bar, una pizzeria o qualunque attività commerciale del settore, da tempo, tra mille difficoltà, starà pensando a come rivoluzionare la propria attività dopo il passaggio di questa tempesta.

Il post-Covid sarà lungo a venire, ma noi siamo ottimisti!

A noi piace pensare questa come una occasione da cogliere per provare a immaginare soluzioni creative in risposta alle tante domande, che la situazione di difficoltà in cui si sta operando, ci spinge a porci.

Così, abbiamo provato a tirar fuori qualche idea e a scriverla senza un ordine preciso.

Alcune idee possono sembrare semplici, se non addirittura banali, ma sono degli spunti di riflessione da cui partire.

Ci troviamo difronte ad un ostacolo e non sapendo esattamente come superarlo, l’ unica cosa utile che ci resta da fare è buttare su un tavolo tutte le idee, più o meno interessanti, che ci vengono in mente.

Qualche idea sarà sicuramente utile, magari ci sblocca qualcosa!

1.Occhio alla distanza di sicurezza.

Una cosa pare ormai certa: nonostante  l’ashtag #ioRestoaCasa è ormai un lontano ricordo, dovremo fare i conti con le misure di distanziamento sociale per molto tempo ancora. 

Mind the Gap direbbero gli inglesi!

E proprio dallo slogan che si vede riportato sui pavimenti della metropolitana londinese ci viene lo spunto per un’ idea semplice e banale, da poter applicare in bar e locali post Covid19, per ricordare agli avventori di mantenere le distanze di sicurezza.

Perchè non reinterpretarlo e provare a immaginare nella disposizione della pavimentazione di un locale il ricorso a piastrelle colorate, decorate, motivi geometrici e quant’ altro utile a ricordare a tutti le distanze da rispettare?

Anzichè utilizzare quei bruttissimi adesivi su pavimenti, le barricate fatte con i tavolini, i nastri biancorossi o tutte le soluzioni temporanee che si stanno utilizzando ora, perchè non progettare la pavimentazione come un qualcosa che organizzi i flussi di persone, che dia indicazioni, informazioni

Lo abbiamo detto, un’ idea banale però…perchè no?

2. Evitare il menu.

Il menu è da tempo il bigliettino da visita di un locale. Non parliamo solo della scelta e varietà di prodotto che si propone al cliente.

Intendiamo soprattutto l’ aspetto grafico nel suo complesso. Dai materiali scelti per copertina e pagine, ai colori e al formato, dal numero di copie presenti in sala alla chiarezza con cui vengono descritte le pietanze.

Beh, tutto ciò… non servirà più! Semplice!

Sappiamo ormai che le mani sono i veicoli più comuni di possibile trasmissione dei virus!  

Sappiamo anche che durante la scorsa estate, appena saltato il tappo, appena allentate le misure di tutela vigenti durante il lockdown…beh i menù venivano distribuiti, e come! Di mano in mano, senza molta attenzione. Certo non tutti facevano così, però…

Come fare allora?

Igienizzarli ogni volta, è effettivamente scomodo ed è un oggettivo intoppo alla fluidità del servizio. Non è una soluzione!

  • QR Code. Sono quei codici che in molti hanno messo come adesivo sui tavoli, sui centro-tavola, lampade, tovagliette ecc…Foto con lo smartphone e via, il menu appare direttamente sul proprio schermo!
    Soluzione interessante; il risvolto è che in effetti sembra che ognuno stia per conto suo a guardare il proprio smartphone.
  • Il menu su tovagliette usa e getta in carta.
    Utilizzate da un unico cliente sono comode e soprattutto igieniche.
    Inoltre grafica e colori sono personalizzabili. Soluzione semplice e poco costosa!
  • Utilizzare una intera parete come menù.
    Soprattutto nei bistròt e nelle hamburgherie è una soluzione molto utilizzata. Perchè non estenderla anche ad altre tipologie di locali?
  • Tavoli interattivi.
    Sicuramente la soluzione più ardita in assoluto. La tecnologia permette oggi di poter utilizzare tavoli in cui il menu’ “scorre” letteralmente a video, sotto i propri occhi.
    I piani dei tavoli si trasformano in superfici high-tech che permettono di fornire informazioni tramite il sistema touch che ormai tutti consociamo e utilizziamo sugli schermi dei nostri smartphone.
    Questo sistema poi permetterebbe anche di dare informazioni specifiche sul piatto che si sta per ordinare, link utili per scoprire le caratteristiche degli ingredienti e così via.
    L’ esperienza del mangiare al tavolo si amplia, diventa sopratutto utile per un pubblico che è sempre più preparato e informato sul mondo del food.

3. Distanziamento dei tavoli

Questo è uno dei punti dolenti in assoluto, perchè costringe ad una riduzione dei coperti fino anche ad un terzo di quelli totali!

E poi il vero problema è per quei locali, moltissimi nei centri urbani, che non hanno superfici enormi a disposizione, e questa misura porta a eliminare completamente la possibilità di allestire dei coperti.

Certo per il periodo estivo si è usufruito della libera occupazione di suolo pubblico….

Ma poi?
Che succederà ai bar e locali commerciali nel post Covid19?

Probabilmente il futuro dei bar e locali più piccoli sarà quello della consegna a domicilio, però non intesa come adesso come misura d’ emergenza.

E nè tanto meno come la si faceva un tempo, vassoietto con bicchierini di plastica, carta argentata e magari qualche sottobicchiere omaggio di qualche sponsor.

No!

Il passaggio a un delivery di qualità deve significare: spostare a casa o ufficio dei clienti l’ esperienza che gli stessi avrebbero potuto fare nel nostro bar, ristorante…

Perciò ricerca e attenzione devono essere spostate su packaging, sul come il prodotto viene consegnato, quali tovagliolini, tovaglietta, bicchiere o posate usa e getta consegno assieme al prodotto.

Non solo. E’ importante che il prodotto arrivi a destinazione alla giusta temperatura, con le stesse proprietà organolettiche, sapori, odori ecc…che avrebbe, servito al momento, all’ interno del locale.

In poche parole si dovrà far sì che il cliente abbia l’ illusione di apparecchiare la propria colazione, pranzo o cena che sia come se si trovasse seduto ad un tavolo del nostro locale.

E la conviviaità? E la chiacchierata con il barista? O con l’amico abituale?

Beh qui la tecnologia ci può venire in aiuto.
Perchè non organizzare delle serate in video-call con i clienti affezionati? Magari “coinvolgendoli” nelle preparazioni finali di un nostro piatto.
Ti consegno a casa un kit di ingredienti, salvaguardo la qualità e proprietà del prodotto finale, e ti coinvolgo nella preparazione.

Molti baristi, soprattutto, lo hanno già fatto con i cocktail sottovuoto da miscelare a casa.

4. I piccoli bar

Per le piccole caffetterie forse la questione è più complicata. Ce ne sono tanti, anche piccolissimi, che fanno del servizio rapido al banco la loro ricchezza.

Per queste attività sarà impossibile trasformare il proprio format. Bisognerà inevitabilmente puntare sulla qualità del prodotto e del servizio.

Meno caffè, come numero di tazzine servite, ma più qualità del servizio e del prodotto. Accompagnare al servizio al banco prodotti da forno e lievitati di livello.

Meno confezionati e più prodotti artigianali. Distinguersi dalla concorrenza nella complessità dell’ offerta.

E accompagnare a questo un delivery di qualità, esperienziale e specifico.

Non sarà la stessa cosa, certo, sembra tutto così complicato, ma occorre ingegnarsi.
Le crisi, in ogni caso non sono mai passeggere. Non funziona quasi mai, che attraversata una crisi, tutto torna come prima!
Magari quelle che oggi sono soluzioni temporanee potranno trasformarsi in futuro in nuovi format!


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